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Impostare la JVM di default su Ubuntu

11 Marzo 2009 Nessun commento

Può capitare di aver installato più versioni di Java sul proprio computer. Per impostare in modo semplice e veloce la JVM da usare di default:

$ sudo update-alternatives --config java

Ci sono 5 alternative che forniscono `java`.

  Selezione    Alternativa
-----------------------------------------------
          1    /usr/bin/gij-4.1
 +        2    /usr/lib/jvm/java-gcj/jre/bin/java
*         3    /usr/lib/jvm/java-1.5.0-sun/jre/bin/java
          4    /usr/lib/jvm/java-6-sun/jre/bin/java
          5    /usr/bin/gij-4.2

Premi invio per mantenere il default[*], o inserisci il numero da selezionare:4
Viene usato "/usr/lib/jvm/java-6-sun/jre/bin/java" per fornire "java".

Basta inserire il numero della JVM da usare e premere invio.

 

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Uso Bash perché sono pigro

21 Gennaio 2009 Nessun commento

Lo ammetto, sono pigro. Dirò di più, non sono semplicemente pigro, sono MOLTO pigro.
Probabilmente è proprio per questo che preferisco Linux a Winzoz: mi permette di fare le cose più velocemente e con minor fatica, 2 grandi virtù per uno pigro come me! Sicuramente, lo strumento principale che permette il concretarsi di queste virtù è la shell, nel mio caso BASH.

Semplificando all’osso, BASH mi permette di eseguire programmi e di ridizionarne l’output ad un file o ad altri programmi, tutto direttamente dalla linea di comando. A questa flessibilità di base si aggiunge il fatto che anche un’installazione minimale di Linux mi mette a disposizione una miriade di programmini utili: per manipolare i file in tutti i modi, per gestire gli utenti, per gestire i database installati, per qualsiasi cosa vi venga in mente… o quasi 😉

Certo questa ricchezza viene ad un prezzo, che è quello dell’apprendimento iniziale: una shell è meno intuitiva di un’interfaccia grafica e richiede che sappiate a priori i nomi dei comandi da usare. Questo prezzo iniziale, però, è ampiamente ripagato dal tempo risparmiato in seguito. Ed il tempo risparmiato è tempo guadagnato per poltrire!

Da buon pigro, una delle cose per cui sono grato a BASH è  che si ricorda per me la lista dei comandi che ho eseguito. Così, se devo utilizzare di nuovo un comando molto lungo, invece di riscriverlo da capo posso premere il tasto freccia in alto e risalire nella lista finché non lo trovo: la prima volta che premo il tasto freccia  BASH mi presenta l’ultimo comando che ho digitato, poi il penultimo, poi il terzultimo, e così via. Alla fine, quando trovo il comando che mi interessa, posso modificarlo od eseguirlo così com’è.

Ma se il comando l’ho eseguito parecchio tempo prima, dovrò premere molte volte il tasto freccia in alto. Una fatica inaccettabile! Per fortuna BASH è comprensiva e mette a disposizione una funzione di ricerca: premendo i tasti CTRL-R e poi iniziando a digitare le lettere del comando, BASH ci presenterà il primo comando nella lista che contiene tutte lettere digitate. Se il comando indicato è il nostro possiamo premere INVIO per eseguirlo nuovamente oppure modificarlo. Se invece vogliamo cercare una linea di comando più antica con le stesse lettere, possiamo proseguire a premere CTRL-R finché non la troviamo.

Se voglio semplicemente ripetere l’ultimo comando eseguito così com’è, allora non ho neanche bisogno di spostare la mano verso i tasti freccia, basta scrivere:

$!!

Volendo invcece eseguire l’ultima linea di comando che contiene una certa parola, non sono costretto ad usare  CTRL-R per cercarla, ma posso usare la scorciatoia !?. Ad esempio, se voglio ripetere la ricerca di un file che ho fatto ieri e so che nel frattempo non ho compiuto altre ricerche, tutto quello che devo scrivere è:

$!?find

e BASH provvederà a cercare nella lista l’ultimo comando che contiene la parola find e lo eseguirà.

Molto spesso capita di dover eseguire l’ultimo comando digitato ma con parametri diversi. Ad esempio, se chiedessi di visualizzare con ls il contenuto della cartella /home/ottavio/Documents/testo/ ma invece di scrivere testo/ scrivessi test/, BASH mi direbbe che la directory non esiste. A questo punto, invece di riscrivere il “lungo” comando

$ls /home/ottavio/Documents/testo/

potrei semplicemente eseguire:

$^test^testo^

che dice a BASH di eseguire l’ultimo comando sostituendo la stringa test con testo.

Questo è un piccolo esempio di come BASH mi aiuta a perserverare nella mia pigrizia scrivendo il meno possibile.

E se non siete ancora convinti che la pigrizia sia una virtù, vi ricorderò cosa dice Larry Wall:

The three chief virtues of a programmer are: Laziness, Impatience and Hubris.


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